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September 26 Affinità elettive.All'amato me stesso
( Vladimir Majakovskij )
Il poeta è migliore dello storico.
Il poeta riesce, dal particolare, a risalire all'universale.
Il poeta, santo Dio, ti fa vibrare.
Ti suona.
Il poeta ti canta.
Il poeta s'insinua nel tuo animo, lo penetra e lo sconvolge.
Questi versi letali mi hanno assediato, stremato, attaccato, vinto.
Le stesse sensazioni che provo, uniche e portentose, già sono state provate, ed ancora lo saranno, in eterno.
Qualcuno riuscirà a renderle immortali, qualcun altro le cavalcherà a perdifiato gettandosi a capofitto all'inseguimento di un sogno.
Qualcuno ne rimarrà schiacciato, chi lo sa.
In quei versi, io ci ho visto me stesso.
Una proizione d'infinito: il mio essere.
Leggeteli piano, quei versi.
March 23 Zùm zùm.Perchè capita di essere stanchi.
Stanchi del proprio abito,della propria forma,della propria maschera.
Che magari è una maschera d'oro,splendida come quella d'Agamennone.
Una maschera funeraria.
E allora si decida di deporla.
Magari,per un attimo,scoprire il proprio volto.
E allora perchè esita?
Esito.
Io.
Io senza costumi,senza retorica,senza nessuno.
Magari è un po' l'angoscia,magari un po' il rimorso,magari solo il sonno.
Perchè alla fine ci si arrabbia,si strepita,e si urla.
E poi sul letto,soli,pensare.
Poi parte una canzone.
Ci si alza,si prende la chitarra,si segue con la voce,si canta.
E poi ce ne accorgiamo,oppure me ne accorgo.
Era solo un altro atto,la scena di una recita.
E allora ci si guarda,si vede quella maschera e si pensa:
ma perchè?
Perchè la vita si è una recita,però non si è da soli.
Magari ti ho ferito,magari me ne accorgo,magari me ne pento.
E allora mi risiedo,mi tolgo quella maschera,mi guardo e mi fotografo.
Mi siedo qui e descrivo.
L'immagine banale,dai toni un po' sfocati,non son nemmeno in posa.
Però descrivo e leggo,leggete pure voi.
Leggete questa foto,non cerco comprensione,non voglio compassione.
Reindosso la mia maschera,l'affino e la modello.
Ma poi,se sono stanco,piegato e steso al suolo.
Rileggerò una pagina,una sera in cui il coraggio
è venuto meno.
Oppure si è mostrato.
E allora si deciderà.
Da un Tommi senza maschera,ma in vestaglia da camera.
Deluso e annoiato,da tutto.
Dove per tutto intende semplicemente: Sè.
O forse no.
Da un Tommi che chiede scusa,anche se non ha colpe.
Perchè è tutta una questione di forma.
Dipingo 'sto pensoso autoritratto
sperando che mi servirà in futuro.
Da un Tommi che si pentirà (forse) di questo intervento.
Da un Tommi tendente alla banalità
-ma sempre in vestaglia da camera-
Buona vita a chi crede di aver senso.
Tommi.
(Che fatica) January 25 Serata ordinaria in una mente malata.Pura follia,caleidoscopio di immagini che si inseguono,si rincorrono si afferrano si lasciano,senza mai raggiungere un estatica e sublime pace.
Vita,vita che scorre,un immensa e pazza proiezione.
Sogni,fatti,delusioni,sofferenze,gioie.
Panta rei.
Musica,compiti,lavori,parole,parole,parole.
Generazioni insulse,passato glorioso.
Consumiamo l'eredità dei padri e ci lamentiamo dei figli.
Perchè perchè perchè?
Un punto fisso,un assioma,una stella polare.
Non cerco dottrine,non voglio schiavitù.
Dove sono perchè sono rimarrò?
Macerie immondizia governi che cadono e tornano,problemi che restano.
Mafia corruzione Lupa,cupidigia che resta.
Verrà un veltro.Dove perchè ma soprattutto QUANDO?
Giudizio universale.
Siamo di passaggio,una breve parentesi di vita schiacciata fra due eternità,di morte.
Deliri,parole parole parole.
Interpretarsi,metateatro.
Essere uno splendido personaggio che ha trovato in se stesso il suo autore.
Fare interventi per leggere commenti,vivere la vita perchè?
Poesia.
Parole che inseguono pensieri.
Idee,apparizioni fugaci di infinito.
Parole,misere immagini di misera realtà.
Folli interventi,lo tengo lo cancello lo riscrivo.
Le parole restano.
Le parole volano.
Le parole vivono.
Lasciando frenetiche tracce,indecifrabili.
Non si può,sì,si può.
Io non capirò,tu non capiresti.
Egli?
Speriamo che capisca.
Amore sei la vita,amore sei la morte,dio è amore,viviamo d'amore,Amore,dove sei?
Giochiamo a nascondino,ti cerco,non ti trovo.
Io scappo tu mi trovi,conta tu,no non gioco più,occhei annoio.
Parole parole parole.
Miserabili.
Dei.
Aiuto.
Stoltezza,una scelta.
Ragione un'utopia.
Parole parole parole.
Non schiacciatemi.
Autori di noi stessi.
Follia.
Vivere è scegliere.
A non è B.
Vivere è vivere.
Scrivere per me,scrivere per voi,scrivere per lui.
Vivere per chi?
December 10 "Recherche"Scatta,s'infila il cappotto,la sciarpa,i guanti,in fretta,ma con la meticolosa cura di sempre.
Battiato continua a poetare dallo stereo acceso,lo spegne.Rammarico.
Si calca il cappello sulla testa,scende le scale ed è fuori.
Viene investito.
Assalito.
Spiazzato.
Respira a pieni polmoni la bruma invernale.
Si copre con la sciarpa,il freddo trafigge la gola con chiodi di ghiaccio.
Ascolta le banalità dei perditempo che stanno sulla piazza.
Non può vederli,non possono vederlo.
Ma lui li sente,e contrae le labbra in una smorfia sprezzante.
Ancora nebbia,a tratti vinta dalla luce fatua dei bianchi lampioni al neon.
L'eccitazione istintiva è scemata.
Indaga.
Perchè?
Non lo sa.
Aveva guardato l'orologio.
18.30
Da quanto era lì?
Ore.
Ore passate e perse dinanzi allo schermo del computer,o chino su equazioni,schiave di una razionalità assassina.
18.35
Ogni secondo che passa,la nostra vita si assottiglia.
Uno scatto,istinto.
Si era alzato,aveva spento tutto,si era vestito ed eccolo lì.
Nella Nebbia.
Nebbia implacabile,arrivava lì da millenni,e sarebbe rtornata lì per millenni ancora.
La stessa,implacabile,lacerante domanda lo attanaglia.
Sopravvivere.
Anche questo è istinto.
Sopravvivere ai secoli.O all'Eternità.
Questa forse è superbia.O utopia.
O forse è l'unica ragione.
Perchè,se spariremo,a cosa saremo serviti?
19.03
Un'altra mezz'ora passata.
Un'altra mezz'ora in meno.
Passata a ricercare quel Fine utopico,senza luogo.
Forse,continuava a ricercare un fine che era lì sotto.
Felicità domestica,famiglia,fede,umiltà,posto fisso.
Borghese.
Ma se la Meta fosse il Viaggio?
Allora,quella sarebbe stata una mezz'ora guadagnata.
Filosofia,Introspezione,Maieutica.
19.20
Rientra in casa.
Libri riposano sul suo comodino.
Baudelaire,Wilde,Pirandello,Dante.
Riaccende lo stereo.Battiato riprende.
Si siede al computer.
19.30
Scrive.
Ho bisogno di voi.
November 25 De Fragilitate VitaeEsce di casa.
L'Inverno non è ancora giunto,ma ha già inviato i suoi ambasciatori.
Buio e Freddo.
Cammina per strade deserte.
File interminabili di lampioni ad illuminare la sua solitudine.
Un clacson lo scuote,risponde con un distratto segno della mano.
Stava suonando a lui?Non lo saprà mai.
Un passo dietro l'altro.
Lascia che il corpo si diriga dove vuole.
La mente erra.
Guarda in alto.
Le ultime foglie si staccano.
Abbandonano quella caduca vita difesa così strenuamente.
Hanno resistito a tremendi temporali estivi.
Ora si arrendono.
A quel nemico che arriva,nascosto,annunciato soltanto dalle pagine di quei calendari che loro,le foglie,non possono leggere.
E lui le calpesta.
E pensa.
Un turbinio di pensieri che si accavallano,si scontrano,si mischiano.
Alcuni sporgono dalla superficie di quel mare in burrasca.
E lo feriscono.
Un senso di enorme piccolezza lo invade.
Guarda le stelle,lontane,irraggiungibili.
Milioni,miliardi di esseri viventi,in quel momento,solo sulla minuscola superficie della Terra stanno pensando.
Elevano preghiere a dei che forse non sono,e che smetteranno di essere.
Soffrono per errori che saranno dimenticati.
Godono per gioie che sapariranno con loro.
Immortalità.
Una parola,un anelito.
Un soffio.
La Storia finirà con l'Uomo.
Dio finirà con l'Uomo?
L'Uomo finirà?
I pensieri si schierano,si ordinano.
E lo schiacciano.
C'è una speranza?
Altre foglie si staccano.
Torneranno a primavera.
November 03 De Beluarum CupiditatibusRumore martellante.
Ferisce le orecchie,perfora i timpani,raggiunge il cervello e lo ferisce.
Il pensare riesce faticoso.
Un'assurda giovialità disorganizzata lo riempie.
Alcool e Musica.
O rumore ritmato che dir si voglia.
Ma rimane lucido.Si sforza.
Continua in uno sciocco vagare.Non riesce a seguire un ipotetica retta,è costretto a zigzagare.
Tocca la gente.Sente i loro corpi.I muscoli tesi allo spasimo in una contrazione voluta.
Il movimento.
Irrazionale,istintivo,animale.
La passione,i corpi che ondeggiano a un ritmo sfrenato,le labbra fuse in una ancestrale e bestiale comunicazione.
Li disprezza,ma forse li invidia.
E infine,
si abbandona.
Lascia cadere la sua maschera.Il suo essere,o forse il suo apparire.
Cerca di annullare ciò che ha sempre cercato.
Fugge quella razionalità che tanto ha esaltato,e che domani tornerà ad esaltare.
Perchè la discoteca è anche questo.
Una giustificazione.
Puoi fare l'amore al suo interno ed uscirne vergine.
Agli occhi degli altri e,forse,anche ai tuoi occhi.
E lui lo sa,o lo crede.
Si abbandona agli istinti.
Una volta ha letto che l'unico modo di sconfiggere una tentazione è abbandonarvisi.
Lo fa.
Domani se ne vanterà.O se ne vergognerà.
La dicoteca è anche questo.
La massima espressione di una generazione cresciuta nell'ozio e nel disimpegno,incapace di prendersi delle responsabilità.
Che frase da vecchio.
Ma non ha importanza.Per stasera giù la maschera.
Domani tutto sarà diverso.
Domani rifiorirà il dialogo.Quel dialogo che la musica inibisce.
Domani splenderà la luce del sole.Quella luce che è soppiantata dalle fallaci e ingannevoli luci psichedeliche.
Domani.
Ora è adesso.
Si abbandona.
Domani è arrivato.
Domani è ora oggi.
Oggi non si sente ne felice ne triste.
Ne un vanto ne una vergogna.
Un'esperienza.
Una in più.
October 15 "Tu quoque,Brute?"Il sangue scorre lento.A fiumi.Sul candore della toga non si distingue più la porpora.Cesare si accascia,non emette un gemito.Vuole morire come ha vissuto,come un Dio.Vuole che il suo volto,celebrato in tutto il mondo,scampi alla furia cieca e folle dei congiurati.Si ripara ai piedi della statua di Pompeo,Pompeo Magno,il grande Rivale,l'avversario che Lui ha sconfitto,dopo lunghi anni di estenuante guerra civile,e che alla fine è perito,ucciso dagli intrighi della corte Egizia,dove aveva cercato aiuto.Cesare aveva voluto lascare in piedi la Curia da lui eretta,con la statua dell'avversario al suo interno,per mostrarsi magnanimo.Non avrebbe mai immaginato che ai piedi di quella statua sarebbe dovuto morire anche Lui,il Vincitore.Si accascia,non emette un gemito.Nessuna parola.Non chiede aiuto a gli altri senatori,che a Lui devono tutto.Non cerca di difendersi.Vuole solo salvare il volto.Si copre con il lembo della toga.Sente che la sua vita,eccezionale,divina,lo sta abbandonando.In quegli istanti sente il freddo delle foreste della Gallia,aspira l'acre odore del sangue sulla piana di Farsalo,rivive l'intensità della passione provata per Cleopatra,ad Alessandria,vede gli elefanti avanzare nel deserto di Numidia,e infine,torna a godere degli onori dei suoi trionfi,celebrati a Roma tra la plebe in delirio,pronta ad adorarlo.Il sangue scorre lento.A fiumi.Cesare non è turbato.Vede i volti dei congiurati,e per loro prova quasi compassione.Stanno commettendo un errore.Ormai nulla potrà salvare la loro tanto amata Repubblica.Poi lo scorge.
Vede il pugnale,la mano,il braccio e infine il volto.Non ha dubbi,è Bruto.
Quel suo figliastro che tanto ha amato,a cui ha dato tutto.
E lui è lì,e pianta il suo pugnale nella Sua carne,divina ma troppo umana.
Il volto gli si contorce in una smorfia di dolore,Cesare,il Generale,il Dittatore,il Dio,è scosso da un tremito.
<Tu quoque Brute,fili mi? Kài sù,tèknon?>
Anche tu Bruto,figlio mio?In latino e in greco.Ha emesso un gemito.Ha parlato.Si è mostrato per quello che è veramente,un Uomo incapace di sopportare il dolore e la delusione del tradimento.Il tradimento che ti viene dagli affetti più cari.L'unica fonte del suo dolore non è il pugnale,è quel volto.
Tendo a precisare che è tutta farina del mio sacco.Per chi avesse la Marchiò come prof.di italiano non sarebbe difficile fare una lettura allegorica.Diciamo che mi sono servito di un avvenimento storico,lontano(e dunque meno doloroso),per comunicare un'emozione.Spero che quest'emozione vi arrivi dritta al cuore,e sia capace di smuovervi.Perchè quel "Tu quoque" è sempre lì,e incombe su di noi.Come un'ultima,e disperata,sentenza senza appello. October 11 De Presentatione Bloggis |
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